Gli “Ori di Ginosa” fra i noti Ori di Taranto

Sicuramente avrete sentito parlare dei famosi Ori di Taranto che trovate al Museo Archeologico Nazionale Marta di Taranto, uno dei più importanti d’Italia.l
Tra gli Ori di Taranto, trovate anche gli “Ori di Ginosa”, in particolare : due diademi e due paia di orecchini,ritrovati rispettivamente presso le contrade Chiaradonna e Frisino , Marina di Ginosa

Tra il IV E III secolo Taranto era uno dei centri più importanti per la lavorazione degli oggetti in metallo prezioso

Nella Taranto tardo-classica della fine del V secolo a.C era consuetudine seppellire il defunto insieme agli ornamenti personali, come oggetti metallici di vario titolo,tra cui i gioielli che caratterizzavano le sepolture femminile.L’arredo funerario era un modo di esibire la ricchezza,sottolineando il prestigio sociale del defunto.
Da queste necessità ci fu l’intensificarsi delle attività delle officine orafe.
Tra le scoperte più pregiate del territorio ionico ci sono: gli ornamenti di Crispiano,le paures di Ginosa e il corredo della tomba degli ori di Canosa.

Ritrovamenti in contrada Chiaradonna 

Il 13 aprile 1927,durante i lavori di bonifica della Stornara,venne scoperta una sepoltura di lastroni di tufo contenente un prezioso corredo funebre di donna.
Nel corredo recuperato c’erano: una pelike di vernice nera, alcuni uguentari panciuti con delle rosette di rilievo sulla spalla,un vasetto con beccuccio di scolo,una patera d’argilla , un diadema e un paio di orecchini in lamina d’oro datati tra la fine del IV -III secolo a.C.
Il diadema è costituito da 11 elementi cilindrici ,18 sferette in lamina,decorata a stampo con un pendaglio a nodo erculeo in lamina ornato in superficie da motivi floreali filigranati.

 



 

Ritrovamenti in Masseria Fresine (contrada Frisino)

Il 18 dicembre 1953 , nel terreno di proprietà del sign.Antonio Russo,lungo la strada Taranto-Metaponto, rinvengono tre tombe ,disposte ad H ,composte da lastroni di carparo.
All’epoca si recuperarono un diadema e un paio di orecchini in lamine d’oro datati all’inizio del III secolo a.C,molti simili a quelli rinvenuti in contrada Girifalco. Questo indica che questi manufatti furono prodotti nella stessa bottega , ma con prezzi differenziati. Gli ori sono stati attribuiti ad orefici tarantini. 

 

 

 

I famosi ori sono esposti presso il Museo Nazionale Archeologico il Marta.

 

Vedi anche

Fonte: Gli ori di Taranto brillano nella Città dei Due Mari http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=493#
Genusia:la documentazione archeologica di Paolo Bozza e Maddalena Capone 

Ginosa antica di Angela Capurso