La Chiesa Madre, una perla incastonata nelle grotte sottostanti

Cenni storici sulla Chiesa Matrice di Ginosa 

La Chiesa Matrice di Ginosa, sorge sub titulo di San Martino di Tours a spese dell’Università tra il 1949 e il 1551.
Il 6 ottobre del 1765,con l’elezione a Patrona di Ginosa della Vergine del SS. Rosario, la chiesa assunse l’odierno titolo della chiesa della Madonna del Rosario.
Nel 1813 la chiesa fu abbandonata dal clero e fu chiusa al culto per 40 anni.Dal 1860 la chiesa fu risanata e riattivata nelle sue funzioni liturgiche, ma nel 1877 subì un furto di tutta l’argenteria.
Nel 1948 la chiesa diventò parrocchia.

La facciata esterna

Sulla facciata dove si trova una lunetta è visibile un dipinto del 500 di San Martino a cavallo.A destra si trova il dipinto di San Cristoforo con il Bambino Gesù ,dove è ancora visibile il suo dolce viso, nonostante il tempo lo abbia sbiadito.

 

Le cappelle delle Chiesa Matrice

La chiesa è fatta da tre navate: la navata centrale  dove è ubicato il presbiterio con l’altare maggiore,l’organo e il coro ligneo del 1751.
La cantoria, ubicata nel presbiterio, costruita nel 1586 e  stata rifatta nel 700 , si presenta con una balaustra dove sono visibili tre dipinti su tela:la Madonna del latte, il miracolo di Sant’Antonio da Padova e San Girolamo.

 

 

 

Nella navata di sinistra ,dinanzi all’altare dell’Annunziata si trova la fonte battesimale datata 1562.Il dipinto è emerso durante dei restauri e di cui non c’era memoria.Si tratta di un’Annunciazione più antica con in basso i coniugi committenti.

 

 

A sinistra si trova la prima cappella che originariamente era intitolata a Santa Maria ad Nives. Ad oggi è custodita l’antica statua della Beata Vergine del Rosario abbigliata con l’abito nuziale della marchesa Sainte-Crux,moglie del feudatario Don Carlo Gioacchino Spinola (1764).L’armadio fu donato nel 1896 da alcuni ginosini residenti in America.

Sempre nella stessa cappella (recentemente spostata) ,si trova la tela della Santissima Trinità che incorona la Vergine.
La tela databile alla fine del XVII secolo ,rinvia ad un seguace di Angelo Solimena,per la figura di Cristo che poggia con un piede sulle teste dei cherubini,motivo iconografico desunto dalla SS.Trinità di Avellino.

 

La seconda cappella inizialmente era intitolata  a Sant’Antonio da Padova dove attualmente si trova l’effige della Madonna del Carmine risalente al 1863.

 

 

La terza cappella sub titolo di Santa Caterina e San Bartolomeo nel 700 fu acquisita dalla confraternita del SS. Sacramento che a sua volta provvedette a collocare l’effige della Madonna del Rosario .
Il 2 giugno 1765 con atto notarile di Felice Modesto Strada ,la Vergine del Santo Rosario fu ufficialmente proclamata Patrona di Ginosa in sostituzione di Santa Veneranda.La cappella ,un tempo chiusa con un cancelletto di ferro,ad oggi  è aperta con un arco trionfale.

 

Nella quarta cappella in origine intitolata al Corpus Domini o San Pietro si trova la statua della Vergine Maria Addolorata.

 

 

La navata di sinistra si conclude con la cappella in origine intitolata alla Madonna della Bruna .Qui è collocata una tela mariana risalente alla metà del XVII secolo che ritrae la Vergine con San Gaetano.

 

 

Procedendo verso la campata di destra, troviamo l’altare dell’Immacolata con una tela del 700 che ritrae la Madonna incinta.
La Madonna con veste rossa e manto azzurro è sovrastata dallo Spirito Santo,rappresentato da una bianca colomba circondata da cherubini e angeli.

 

 

Nella seconda campata di destra si trova l’effige in carta pesta di San Vito,spostato recentemente.

 

 

Nell’ultima parte della campata ci sono due lunette affrescate :un’Annunciazione e una Vergine del Rosario.

 

 

L’ultima tela è dell’Annunciazione dove sono raffigurati in alto lo Spirito Santo sottoforma di colomba , al centro l’arcangelo Gabriele con un giglio nella mano destra e la SS. Vergine Annunziata con due angioletti che mostrano il libro aperto su cui si legge il saluto evangelico “ Ave Tecum Dominus”.

 

Sulla sinistra sono visibili gli affreschi settecenteschi di immagini mariane, messi in luce da recenti restauri .

 

Carmelo e Ninozza , gli angeli custodi della Chiesa Madre e del centro storico di Ginosa .

Su di loro dedicherò un post apposito. In foto vedete solo Carmelo, perchè a Ninozza non piace essere fotografata .

 

Fonte: La chiesa Matrice di Ginosa – Paolo Bozza, Maddalena Capone